CONTRASSEGNI NOTARILI

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Il 22 marzo 2012, presso la Biblioteca comunale di Velletri 'A.Tersenghi', ho tenuto una conferenza su: 'Contrassegni Notarili dal XV al XIX sec. tratti dall'Archivio Notarile di Velletri '.

L'evento è stato organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Velletri su proposta del Centro Studi Veliterno-

Si è avuta la possibilità, inventariando la serie di protocolli e altri atti conservati nell'Archivio Notarile di Velletri, di osservare numerosi signadel periodo che va inserito del sec. XV a tutto il XIX. Siamo stati attratti dalla bellezza di alcuni di essi e dal significato che volevano esprimere con le raffigurazioni dei motti. In alcuni casi ne è scaturito quasi un profilo psicologico del titolare. Abbiamo ricevuto così un raccogliergli ea poco alla volta ci siamo accorti di aver radunati un numero di racconti da rendere necessaria una pianificazione e una suddivisione temporale. Ne è scaturito un insieme che è anche una storia del notariato a Velletri attraverso i secoli poiché, dove possibile, abbiamo aggiunto notizie e documenti attinenti all'argomento. In totale sono riprodotti e commentati i segni notarili di 132 note.

Importante accessorio della Sottoscrizione di OGNI atto, il signum veniva di solito collocato a margine della parte finale del documento, accompagnando il nome del notaio. Egli assumeva questo segno nell'iniziare la professione, senza poterlo modificare durante la sua attività. Da tenere anche conto dei dati al fatto che questi “segni” dovevano distinguersi visivamente fra di loro. Si tracciavano inizialmente a mano libera, usando lo stesso inchiostro con il quale veniva redatto l'atto. Forse a volte era difficile riuscirci con la necessaria uniformità, così alcuni notai ricorsero un'impressionante in cui il segno era già formato, pronto ad essere applicato Abbiamo così le matrici incise su legno o metallo, incluse di una impugnatura, simili ai timbri che oggi conosciamo.

. Seguendo un uso abbastanza diffuso, alcuni notai fecero incidere sulle matrici figure “parlanti”, cioè alludenti ai propri nomi. Spesso abbiamo un motto, indicativo del carattere del titolare e anche qui possiamo trovare un collegamento con l’araldica. Anzi, a questo proposito, si può dire che nella maggior parte dei casi il notaio apparteneva alla classe media dei “borghesi”, così come i medici, gli speziali, gli avvocati, e anche se persona eminente e rispettata, non poteva fregiarsi di un’arma nobiliare.

Attraverso il segno questo personaggio, che ricopriva una carica così importante per la società, si creava un proprio “emblema”, forse molto più meritato di quelli trasmessi dalla nobiltà per eredità di sangue. Questo simbolo distintivo di ciascun notaio venne usato fino all'inizio del XIX secolo, per poi scomparire definitivamente.

Impropriamente i timbri di tabellionato vengono chiamati 'sigilli', che sono invece quelli impressi su cera o metallo da una matrice metallica. I notai medievali utilizzarono i sigilli soprattutto in altri paesi d'Europa, mentre in Italia essi vennero poco usati, a volte accompagnati da quelli apposti dai testimoni (in numero di sette), come era usuale per i testamenti.

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