Camillo Borgia soldato e archeologo

Libri Secolo XVIII Secolo XIX

Cosa ci ha spinto ad interessarci di questo affascinante personaggio? In primo luogo la cospicua documentazione esistente a suo riguardo presso la Biblioteca Comunale di Velletri, che ci ha consentito di delinearne con sufficiente chiarezza la complessa personalità. Trattasi di nove volumi scritti di suo pugno, raccolti in due tomi, di circa 1.600 pagine complessive, contenenti le sue memorie, relative al periodo che va dal 1796 al 1815.

Camillo Borgia - Soldato e Archeologo - Vincenzo Ciccotti

Camillo Borgia nella sua non lunga esistenza - morì appena quarantaquattrenne - visse intensamente gli anni che videro lo scenario europeo sconvolto dall’impetuoso vento della Rivoluzione francese prima e da Napoleone poi. Era un uomo irrequieto, amante dell’avventura e insofferente della vita di provincia che Velletri avrebbe potuto offrirgli.

Dotato di un carattere fiero, coraggioso ma non temerario, come dimostrò in varie occasioni, era facilmente preda dell’ira ma, a fatica, sapeva dominarsi. Molto orgoglioso del suo status, aveva un alto senso dell’onore; provava grande attaccamento, non per l’Italia che allora era una espressione puramente geografica e tanto meno per lo Stato pontificio che aborriva per la ottusità della sua burocrazia prelatizia, ma per “la bandiera” - come egli diceva - ossia per la vita militare e per la carriera che si conquistò a prezzo di grandi sacrifici e rischi personali.

Non vi è dubbio che fosse un uomo ambizioso, piuttosto vanitoso. Come tutti i viaggiatori di elevata condizione del suo tempo era dotato di uno spiccato spirito di osservazione. Numerose sono le annotazioni gni sui luoghi da lui percorsi, e i dise sui costumi delle popolazioni con le quali veniva a contatto. Non possiamo però definirlo una persona “colta” nel vero senso del termine. Dobbiamo ricordare che l’istruzione dei rampolli delle famiglie nobili era affidata ai suoi tempi a precettori laici e religiosi, molte volte non sufficientemente preparati.

Non era del tutto padrone della lingua italiana. Nelle sue memorie numerosi sono gli errori sia grammaticali che di costruzione del periodo, per non parlare poi della punteggiatura, assolutamente carente. E’ anche vero che si tratta di appunti stesi frettolosamente e spesso sotto l’impulso di forti emozioni, ma ciò non basta a giustificare interamente un testo nel quale a volte compaiono persino termini derivanti da dialetti laziali. Tuttavia se gli scritti da lui lasciati non possono dirsi importanti da un punto di vista letterario, da quello documentario sono di un estremo interesse.

Appartenente alla nobiltà più conservatrice, la cui storia di famiglia era strettamente legata a quella dello Stato della Chiesa, si schierò apertamente con le nuove idee che giungevano da oltralpe, parteggiando apertamente per i Francesi che in fondo potevano considerarsi  “invasori”.

Ritratto di Camillo Borgia Ritratto di Camillo Borgia

Le sue memorie contengono una infinità di particolari che consentono veramente di immergersi in quel determinato momento storico.

Camillo Borgia fece anche l’esperienza di esule in Africa dove si dedicò all’archeologia che lo vide impegnato in una frenetica attività in Tunisia.

Nel nostro lavoro sono stati inseriti diversi brani delle sue memorie, il Giornale, nome con cui le indicava.

 

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