Camillo Borgia e i Danesi

Libri Secolo XIX

Di Camillo Borgia e della sua vita si è già trattato in altre occasioni2 (V. CICCOTTI, Camillo Borgia (1773-1817) soldato ed archeologo. Quaderno della Biblioteca Comunale 8, Velletri 1999. Inoltre: V. CICCOTTI (a cura di), Camillo Borgia, atti del convegno di studi del 18 novembre 1999, Velletri 2000). 

  Conosciamo il suo carattere piuttosto ambizioso e certo una nomina prestigiosa come quella sopra indicata doveva sollecitare non poco il suo amor proprio; inoltre il rango diplomatico lo metteva al coperto da soprusi e vendette da parte del Governo pontificio che non dimenticava i suoi trascorsi giacobini e le sue simpatie per il francesi.

La Biblioteca Comunale di Velletri custodisce, fra le numerosissime carte provenienti dall’archivio della famiglia Borgia, un volume1 dove sono raccolte minute di lettere scritte da Camillo e altre da lui ricevute. Si tratta di corrispondenza con cittadini danesi, dalla Corte del regno di Danimarca o da personaggi legati alla nazione danese. E’ il motivo che ci ha condotto alla presente trattazione.

Stupisce i la conoscenza della lingua italiana di alcuni eruditi danesi; non solo la comprendevano ma la scrivevano anche abbastanza correttamente, certo meglio del 'romano' Camillo Borgia. Le lettere di Münter, Wallick, Schow, Abildguard, Schubart sono esempi di bello stile, sia pure con qualche lieve inesattezza. E' anche vero che per gli studiosi dell'epoca, appartenenti alla 'Repubblica delle Lettere', questa conoscenza era necessaria per accedere alle pubblicazioni, edite nei vari rami dello scibile, in Roma, Firenze, Venezia e derivava anche dai viaggi nella Penisola che non potevano mancare nel bagaglio culturale di un vero erudito dell'epoca.

I danesi destinatari della corrispondenza erano eruditi che avevano visitato il Museo Borgiano della famiglia ed erano rimasti in ottima amicizia con cardinale Stefano Borgia, zio di Camillo, che quel Museo aveva tanto arricchito con i reperti che gli giungevano da varie parti del mondo quando era a capo di Propaganda fide. L’argomento delle lettere era la notizia della morte del Cardinale (1704) che Camillo comunicava ai vari corrispondenti e conoscenti del porporato.

Altra corrispondenza, sempre riguardante i rapporti con la Danimarca e i danesi, sia di Camillo e di sua moglie Adelaide, che di altri personaggi, è stata riportata nelle appendici poste alla fine del volume.

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