Camillo Borgia. Descrizione sistematico-politica sulla Marina

Libri Secolo XVII Secolo XVIII

Il trattato di Campoformio, stipulato il 17 ottobre 1797pose fine alle ostilità fra la Francia e l’Austria, con il riconoscimento a quest’ultima del possesso della Dalmazia con tutte le sue isole.

Forse da qui venne a Camillo Borgia l’idea di dedicarsi con passione al progetto di una corvetta da impiegare nei bassi fondali della costa dalmata. Utilizzando le sue conoscenze nautiche e coadiuvato da un falegname tirolese, costruì un modello in legno e realizzò un progetto corredato da una descrizione particolareggiata che raccolse in un opuscolo.

Ottenne di essere esentato dal servizio militare per terminare questo lavoro che, una volta pronto, presentò al primo ministro austriaco, il Barone Tugut, al quale era stato raccomandato dal cardinal Albani, nunzio papale a Vienna. Si intuisce che all’occorrenza il giovane sapeva sfruttare la parentela con il cardinale Stefano Borgia, suo zio. Venne anche ricevuto dall’imperatore Francesco II, al quale presentò il suo lavoro; questi, dopo averlo lodato, gli fece dono di una scatola d’oro con un suo ritratto contornato da perle.Nel viaggio da Vienna a Roma, Camillo fu costretto a vendere in Treviso questa scatola. Come sempre a corto di denaro dovette disfarsene con suo grande dispiacere.

Il progetto ideato e attuato dal Borgia non venne realizzato, anche se fu occasione per Camillo di un viaggio a Capo d’Istria per visitare l’arsenale navale e le riserve di legname ivi esistenti.

In una sua lettera2 del 12 settembre 1797, indirizzata al padre Giovanni Paolo in Roma, descrive l’opuscolo intitolato Discorso sistematico e politico sopra la Marina in generale ed in particolare, corredato da cinque incisioni in rame, da lui disegnate. La prima rappresentante la corvetta e le altre quattro trabaccoli dalmatini con le loro attrezzature. Il tutto presentato alle Autorità austriache Nella stessa lettera dice di aver inviato copia del lavoro al cardinale Stefano, insieme alle matrici in rame.

Per il modello della corvetta prestò la sua opera un falegname tirolese, mentre per la redazione del testo Camillo, consapevole della sua pessima grafia, chiese l’aiuto di un prete dalmata.

Fortunatamente questo lavoro, che si riteneva perduto, è stato recentemente da me rinvenuto nell’archivio Borgia. Abbiamo così modo di riportarlo integralmente corredato dalle cinque incisioni. Non vi è invece traccia delle matrici in rame delle illustrazioni.

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